Due domande sulla divinità di Gesù

 

18 novembre 2015

 

Un lettore ci ha posto due domande circa la divinità di Gesù. Questa la replica.

 

Caro * * *,

Rispondo ai Suoi due quesiti. E rispondo in proprio, come cristiano che intenda seguire unicamente il Nuovo Testamento. Non sono né il seguace né il rappresentante di alcuna “teologia”, creata da singole persone o da “chiese”. Cerco di studiare la Parola di Dio e di applicarla concretamente alla mia vita di credente in Cristo Gesù. Altrettanto fanno i membri della Chiesa di Cristo in Pisa. Ciò ci permette di essere assemblea di Cristo in Pisa in tutta libertà e pienezza spirituale. Ci ritroviamo insieme perché abbiamo i medesimi fondamenti spirituali riscontrabili nella Parola di Dio.

Le mie risposte ai Suoi quesiti esprimono la mia più profonda convinzione circa la figura e l’opera di Gesù di Nazareth. Ciascuno risponderà personalmente a Dio onnipotente nel giorno del giudizio finale.

Le mie risposte saranno quanto più sintetiche possibili, perché credo profondamente che siffatti formidabili argomenti (tra cui quello della divinità di Gesù, oggetto della Sua richiesta) debbano essere trattati de visu in tutta la loro ampiezza.

Per me, parlare della divinità di Gesù significa attenermi esclusivamente al dato biblico. Tutte le ricerche e le dottrine venute dopo il Nuovo Testamento non m’interessano: mi riferisco alla cosiddetta “trinità” o alle idee di Ario o di Pinco Pallino. Spiegare la realtà di “tre persone in un unico Dio” o cose del genere non spetta a me; anzi, credo proprio che non sia competenza di nessuno, vista l’impossibilità. Le affermazioni della Bibbia possono certamente essere “spiegate” quando esse siano indiscutibilmente chiare e comprensibili alla ragione del credente perché la Bibbia stessa le spiega. La “teologia” creata alla morte dell’ultimo apostolo (Giovanni) ha precipitato il cosiddetto “mondo cristiano” nella confusione e, quindi, nella contestazione. È per questa ragione che, ai fini della salvezza, io non considero tutto il pensiero posteriore al Nuovo Testamento. Studiare questo pensiero, questa teologia è un’afflizione dello spirito (cfr. Paolo ad Atene: Atti 17:16).

Dico solo che PER ME (e per molti altri cristiani come me sparsi in tutto il mondo) la Sacra Scrittura dichiara senza dubbio che Gesù di Nazareth è Dio. Dio “maiuscolo”, dio “minuscolo”? “Il Dio” o “un dio”? “Dio maggiore” (non do maggiore …) o “dio minore”? Mah.

Rispondo alla Sua prima domanda («Esistono dei versetti dai quali si possa concretamente dedurre che Gesù sia Dio?»):

Sì, i versetti sono i seguenti:

Giovanni 1:1-18.

Tito 2:13.

2Pietro 1:1.

Ebrei 1:8.

Romani 9:5 – Non essendovi interpunzione nei manoscritti originali, qui si può tradurre in due modi: «ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen!»; «ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo. Dio, che è sopra tutte le cose, sia benedetto in eterno. Amen!». La maggior parte degli studiosi, per motivi sia grammaticali sia stilistici in Paolo, propende per la prima resa («il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno»).

Giovanni 1:18 – In questo versetto, la critica testuale è incline a considerare che “Unigenito Dio” sia lezione migliore e più probabile di “Unigenito Figlio”.

Efesini 5:5 – Qui è assai significativo che «di Cristo e Dio» siano uniti, nell’originale greco, in un solo articolo.

Inoltre, a livello concettuale occorre considerare alcuni altri versetti:

Colossesi 2:9.

Filippesi 2:6.

Ebrei 13:8.

Per me questi possono bastare. Nessun Ebreo del tempo di Gesù (e i primi cristiani erano tutti Ebrei …), si sarebbe minimamente sognato persino di adombrare la realtà della divinità di Gesù se essa non fosse stata tale per lui (cfr. sopra il caso di Romani 9:5; Efesini 5:5; Filippesi 2:6).

Leggendo il Nuovo Testamento per filo e per segno, io traggo l’assoluta sicurezza che per i primi cristiani Gesù era Dio, e che per questo il Suo sacrificio (vedi lettera agli Ebrei) aveva un valore perfetto riguardo alla salvezza del genere umano. Per me, Arrigo Corazza, il Nuovo Testamento insegna che Gesù è Dio (e qui mi fermo, come spiegato sopra).

Rispondo ora alla Sua seconda domanda («Un cristiano che non crede che Cristo sia Dio ma crede che Gesù sia  il Figlio di Dio, il Messia, l’Unto del Signore, e quindi crede  che Gesù è Colui che si è sacrificato sulla croce per liberarci dai nostri peccati, [ribadisco: pur non credendo che Gesù sia Dio] è salvato ugualmente o professa una dottrina differente da quella esposta dalla Bibbia?»).

Stante la divinità di Gesù, non può esservi un figlio di Dio, un messia (unto del Signore) e via dicendo, che non essendo Dio, possa conferire la liberazione dai nostri peccati. O Gesù è Dio, l’Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo (Giovanni 1:29), oppure è soltanto uno dei tanti angeli, messia, bravi personaggi o maestri che hanno calcato le vie del mondo. Il Salvatore è Dio, non la creatura di Dio.

Distinti saluti,

Arrigo Corazza 

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«Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sonomorirete nei vostri peccati» (Giovanni 8:24)

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«Colui che non riconosce la divinità di Gesù Cristo non accetta pienamente il vangelo di Cristo. Nel vangelo non vi sono mezze verità, o mezze misure; o si accetta totalmente il vangelo, o non lo si accetta affatto» (Bruno Padoan)