Alla casa di Dio (Sal 23)

26 novembre 2013

 

Uno splendido salmo per scoprire che cosa veramente significhi essere nella casa di Dio.

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«Quelli che sono piantati nella casa del Signore fioriranno» (Sal 92:13).

«Una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e meditare nel suo tempio. Poiché egli mi nasconderà nella sua tenda in giorno di sventura, mi custodirà nel luogo più segreto della sua dimora» (Sal 27:4-5).

«Io sono come un ulivo verdeggiante nella casa del Signore» (Sal 52:8).

«La sua casa siamo noi» (Eb 3:6).

«Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi costruirete, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo?» (At 7:49).

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Il Salmo 23 è certo una delle composizioni più belle e significative dell’intera Bibbia («Le centinaia di libri che ho letto non mi hanno procurato tanta luce e tanto conforto quanto questi versi del Salmo 23»: Henry Bergson). Per l’esattezza, si tratta di sei versi che ben conosciamo e che abbiamo spesso mandato a memoria. Essi ci parlano della fiducia del credente, che guarda al Signore come al pastore (vv. 1-4) e all’ospite (vv. 5-6).

 

IL PASTORE

Questa simbolica è assai conosciuta nell’antichità, sia nel mondo greco (Omero) sia in quello vicino-orientale (Egitto e Mesopotamia). Il pastore è il compagno di viaggio, l’amico, che divide tutte le difficoltà della vita, che conosce a fondo le sue pecore, che rischia per loro, guidandole in verdi pascoli e ristorandole lungo le acque quiete. Applicando quest’idea al Signore, il credente prorompe, nel suo spirito, in un cantico di fiducia e di amore sconfinato: anche se posto sul ciglio dell’abisso della morte, non teme male alcuno perché Dio è sempre con lui, confortandolo.

Si comprende, allora, come e quanto lo Spirito divino abbia voluto parlare, nelle sacre pagine ispirate, del simbolo pastorale rendendolo noto tanto ad Israele (Ez 34) quanto al nuovo popolo di Dio riunito nel nome del Messia-Parola-Salvatore Gesù di Nazareth (Gv 10). Chi può dimenticare lo splendore di Gv 10? Gesù è veramente il buon pastore dei cristiani. Quale gioia!

 

ABITARE NELLA CASA DEL SIGNORE

La seconda simbolica impiegata nel Sal 23 colloca Dio nella funzione di nostro ospite (vv.5-6). Egli non solo ci accoglie nella sua casa, ma ci invita a mensa imbandendola riccamente per noi peccatori. Qui il richiamo più evidente è alla famosa e verace ospitalità sia vicino-orientale sia biblica: profumo sulla testa, coppa dell’amicizia e pasto in comune … Com’è bello stare a mensa col Signore, abitare nella sua casa!

Ciò è senz’altro possibile se saremo a lui fedeli tutti i giorni della vita vivendo con gratitudine la speranza nel suo Figlio Unigenito. Sia questo il desiderio di tutti i credenti (Sal 27:4). Cristo è il Signore nella casa di Dio. I cristiani sono questa casa se manterranno ferma sino alla fine la franchezza e la speranza (Eb 3:6).

Arrigo Corazza