Camminare per fede

19 novembre 2013

 

«Senza fede è impossibile piacere a Dio» (Eb 11:6).

«Io non mi vergogno del vangelo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede … poiché in esso vangelo la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: “Il giusto vivrà per fede” » (Rm 1:16).

«Che diremo, dunque? Diremo che i pagani, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede, mentre Israele … non ha raggiunto questa fede … perché l’ha ricercata non per fede, ma per opere» (Rm 9:30-32).

«Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni [di fede], deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta» (Eb 12:1-2).

«La prova della vostra fede produce costanza» (Gc 1:3).

 

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Che cos’è la vita di un cristiano se non la perenne ricerca e applicazione della fede in Dio tramite Cristo Gesù? Dunque, ricerca e applicazione, giacché nessun cristiano può ritenersi del tutto soddisfatto della propria condotta e del proprio apprendimento: c’è sempre qualcosa da fare e da imparare. Certamente, però, l’esistenza dei figli di Dio è soggetta oggigiorno alla ricorrente contestazione e opposizione del mondo. Si tratta di una realtà che accompagna il credente, inserito in un mondo che non lo capisce e che, al contrario, lo considera fuori dei tempi, apportatore di una sapienza (quella biblica) assolutamente improponibile. In altre parole, il mondo non accetta il modo di camminare per fede tipico del cristiano. Il mondo ama vedere con gli occhi illuminati unicamente dalla propria ragione, mentre il cristiano vede e programma la propria vita grazie agli occhi della fede, che gli consentono di mirare cose invisibili ad occhio umano (si ricordi la celebre definizione della fede proposta da Eb 11:1). La fede! Quale mistero svelato in Cristo! Che avventura, la nostra fede! Che sforzo per arrivarvi coscientemente e senza diaframmi illeciti! Che difficoltà rimanere nella fede!

Come Giobbe, anche i credenti hanno il diritto scritturale di chiedere al Signore la ragione di tante cose. L’importante tuttavia, al pari di Giobbe, è chiedere direttamente al Signore (tramite la preghiera e lo studio delle Sacre Scritture). Tale richiesta ci consentirà di capire e di vivere per fede. Soprattutto, ci permetterà di vincere il mondo e le sue tentazioni (vedi 1Gv 5:4; cfr. Gv 16:33).

Nella Parola di Dio ricorrono alcuni straordinari esempi di uomini che hanno camminato per fede senza neppure sapere dove stavano andando: limitiamoci qui a ricordare solo Abramo, il padre di tutti i credenti, modello di fede, che «per fede, quando fu chiamato, obbedì, per andarsene in luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava» (Eb 11:8).

Queste parole dettate dallo Spirito Santo si rivelano assai incoraggianti per noi, che siamo deboli e impreparati. Perché anche noi non cominciamo una buona volta a camminare per fede? È certamente vero che il mondo non ci capirà (cfr. 1Cor 1-2), ma è pure vero che l’eredità promessa è a nostra disposizione (Rm 4:16; 1Pt 1:9). Andiamo direttamente a vedere dove abita il nostro Signore (Gv 1:39). Andiamo, però, con la fede.

Arrigo Corazza