Ignoranza ed errore

15 marzo 2014

 

Il cristianesimo di cui parla la Bibbia, è stato modificato lentamente a causa delle continue e varie innovazioni dottrinali e culturali apportate dall’uomo nel corso dei secoli.

 

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Quando ci chiediamo quali siano i motivi che hanno determinato il passaggio dalla sana dottrina di Cristo (manifestata nel N.T.) ad altre forme di comunicazione religiosa propugnate da falsi profeti e falsi cristi, la risposta è semplice: da Gesù alla volontà umana si è giunti perché i cristiani spesso dimenticano o ignorano la Parola di Dio. Interrogato da alcuni Sadducei (che non credevano nella risurrezione), Gesù evidenziò il loro errore: «Voi errate perché non conoscete né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22:28). Per “Scritture” qui il Signore intende l’A.T. Ma il principio resta valido anche oggi. Come i Giudei contemporanei di Gesù avevano la legge divina da osservare (cfr. Lc 16:29), così noi oggi possediamo il Nuovo Patto, instaurato da Gesù mediante il Suo sangue.

 

CONOSCERE LA PAROLA DI DIO (LA BIBBIA) SIGNIFICA CONOSCERE CRISTO

Conoscere Dio significa conoscere la sua Parola, che è Gesù Cristo, massima espressione della rivelazione divina (cfr. Gv 1:1- 18; Col 2:9). Cristo ha assunto la natura umana, soffrendo per la salvezza del genere umano (cfr. Fil 2:5ss) e ponendo le basi di un edificio indistruttibile: la Chiesa (Mt 16:18ss). E la Chiesa, fin dal suo primo apparire, ha trovato le sue origini nella volontà e nei comandamenti del Gesù, espressi al mondo mediante l’opera apostolica. Cristo è via, verità e vita; gli apostoli, pieni dello Spirito Santo (cfr. Gv 14:16,17,26; 15:26-27; 16:7-15), sono gli ambasciatori di Cristo che hanno rivelato tutta la verità divina. Secondo At 1:21-22, essi non hanno avuto (né avranno mai) successori. È proprio difficile capire questa realtà religiosa? Sembrerebbe di no. Basta infatti una lettura rapida del N.T. per comprendere la straordinaria potenza ed unicità del messaggio di Gesù. Non occorre certo essere dotati di un intelletto superiore per comprendere che di là da Cristo non c’è nulla. Si valica il confine tracciato da Cristo soltanto quando si dimentica la realtà e la funzione di nostro Signore.

Per quanto riguarda il cristianesimo di cui parla la Bibbia, esso è stato modificato lentamente a causa delle continue e varie innovazioni dottrinali e culturali apportate dall’uomo nel corso dei secoli. Eppure, tra verità e menzogna esiste un abisso. La verità è Cristo, mentre la menzogna è Satana, che si traveste da angelo di luce (2Cor 11:14), che ben conosce e adopera le suggestioni della Sacra Scrittura (cfr. Mt 4). Com’è possibile, allora, che questo abisso sia stato progressivamente colmato? Semplicemente a causa dell’ignoranza sempre regnante circa le cose e i pensieri di Dio.

 

IGNORANZA

I membri della Chiesa di Cristo si defiscono cristiani e solo cristiani (At 11:26). Ciò è giusto, giacché nessun’altra denominazione è nota dalla Bibbia. I membri della Chiesa di Cristo danno l’impressione di conoscere la Parola di Dio; ma siamo davvero sicuri che tutti i cristiani siano sufficientemente preparati ad assolvere il compito dell’annuncio e della difesa del Vangelo (Fil 1:16)? Purtroppo, c’è da sospettare che non sia sempre così. Questo può portare alla fine della Chiesa e alla dannazione eterna della nostra anima. Inoltre, quest’ignoranza biblica non è un buon segno. All’opposto, essa induce a pensare che, nelle Chiese, si potrebbe vivere un momento particolarmente pericoloso.

I discepoli di Cristo hanno l’obbligo di studiare la volontà del Padre e di metterla in pratica, se vogliono essere veramente discepoli del Figlio, che ha dato un mirabile esempio di ubbidienza e fedeltà al Padre, sino alla fine, sino alla morte di croce (Fil 2:5ss). Il cristianesimo ha poco da spartire con le teorie, esigendo più che altro l’applicazione pratica della Parola di Dio, cioè una testimonianza quotidiana e caritatevole della verità di Cristo: «Questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti e i suoi comandamenti non sono gravosi» (1Gv 5:3; vedi anche Mt 7:21). Il cristiano ha sempre il dovere di chiedersi quanto stia dando e dedicando al Signore Dio: gli spiccioli della vita oppure la vita stessa? A ben guardare, la differenza è tanta.

Arrigo Corazza