Chi Siamo

IDENTITÀ (Atti 11:26)

L’identità della Chiesa di Cristo è radicata nella Parola del Signore, vale a dire nella Bibbia, che peraltro costituisce l’unica fonte d’autorità per la Chiesa stessa. E proprio dalla Bibbia è possibile apprendere che il termine “chiesa” significa “assemblea” (dal greco ekklesìa) e non “edificio di culto”, come solitamente si crede. La Chiesa è allora una costruzione spirituale, composta di pietre viventi; è la riunione dei discepoli di Gesù Cristo (“cristiani”), divenuti tali dopo aver liberamente ascoltato il Vangelo e aver chiesto e ricevuto il battesimo (il battesimo degli infanti è una realtà posteriore alla Chiesa del N.T.).

La Chiesa è di Cristo perché Cristo l’ha edificata a prezzo del proprio sangue, e perché egli è l’unico Signore e l’unico mediatore tra Dio e i peccatori, portando così a compimento il progetto di riconciliazione voluto dal Padre.

La Chiesa, tutta rivolta alla glorificazione di Dio tramite Cristo, segue continuamente il principio d’unità dello Spirito stabilito nelle Scritture (Efesini 4:4-6). Secondo questo principio d’unità, c’è un solo corpo (Chiesa), un solo Spirito, una sola speranza, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio.

La Chiesa descritta nelle pagine del N.T. viveva per annunciare al mondo la “buona notizia” (vangelo) della presenza di Dio tra gli uomini nella persona e nell’opera del Signore Gesù – dunque, per dare testimonianza del suo sacrificio, della sua risurrezione e del suo ritorno. Soprattutto, la Chiesa si preparava al ritorno di Gesù vivendo separatamente dal peccato (“santificazione”; per questo tutti i cristiani erano chiamati “santi”).

Ovunque la Chiesa di Cristo propone oggi un ritorno autentico alla vera e unica dottrina del Signore e alla Chiesa presentata nel N.T., per praticare quel cristianesimo delle origini così spesso maltrattate e adulterate nel corso dei secoli. Nonostante tutte le difficoltà dovute al materialismo e al paganesimo imperanti nella società odierna, è ancora possibile diventare e rimanere solo e semplicemente cristiani, di là da ogni etichetta umana.

STORIA (Atti 9:31)

Nel momento storico più propizio stabilito dal Padre (Galati 4:4), cioè al tempo dell’Impero romano, la missione di Gesù fu quella di raccogliere in un unico corpo spirituale (detto “Chiesa”) tutti i credenti, Ebrei (come lui) e non Ebrei.

Subito dopo la morte del Signore, nel giorno di Pentecoste di cui parlano gli Atti degli Apostoli al capitolo 2, nasce la Chiesa di Cristo . Dopo l’iniziale propagazione tra il popolo ebraico, le Chiese si aprono al mondo greco-romano, grazie soprattutto all’opera dell’apostolo Paolo. Esse sono «le Chiese di Dio», le «Chiese di Dio in Cristo Gesù», le «Chiese di Cristo», a significare la loro esclusiva relazione con Dio tramite Gesù Cristo, l’unico salvatore e mediatore (ecco perché la Chiesa non prende nome dagli uomini).

Facendo uso delle fonti storiche costituite dal N.T. si può dire con certezza che la Chiesa di Cristo aveva una struttura assai semplice ma precisa, la quale può essere riassunta brevemente come segue.

Innanzitutto, ogni Chiesa – grande o piccola che fosse sotto l’aspetto numerico – era autonoma, era tutta la Chiesa, non dipendendo da alcuna forma di potere centralizzato (l’unico capo della Chiesa era ed è Cristo).

Poi, tra i membri di Chiesa non vigeva alcuna distinzione (del tipo clero / laici): ogni cristiano era sacerdote e pienamente responsabile dinnanzi a Dio. Ciascuno prestava il proprio servizio in base al talento concesso dal Signore e secondo la sua Parola. Vi erano taluni servizi particolari, offerti da evangelisti, anziani (o vescovi o pastori), insegnanti, diaconi (questi titoli non sono onorifici, ma solo indicativi di prestazioni a favore della comunità dei credenti). Tale era dunque l’organizzazione della Chiesa del N.T. Anche oggi, a distanza di venti secoli, la Chiesa di Cristo in Pisa, confidando nell’aiuto del Signore e della sua Parola, cerca di proporre il medesimo modello.

SCOPI (Efesini 3:20-21)

La Chiesa di cui parla il N.T. ha l’obiettivo primario di glorificare Dio in Cristo Gesù, predicando il Vangelo per la costruzione dell’uomo nuovo nel Signore (la nuova nascita citata nel Vangelo di Giovanni al capitolo 3). La glorificazione di Dio esige certamente il massimo rispetto e il più profondo servizio da parte dei cristiani componenti la Chiesa. Ciò non è affatto semplice nel mondo religioso odierno caratterizzato da confusione, disordine, divisione. Come orientarsi, alla ricerca della verità, tra le centinaia di sette e denominazioni esistenti?

A questo proposito la Chiesa di Cristo, nel tentativo di predicare il vangelo nella sua purezza e semplicità, svolge un’attività lodevole, indicando la via da seguire: quella tracciata dalla Parola di Dio e non da tradizioni umane.

Infatti, solo il N.T. è in grado di ricondurre oggi la creatura umana al suo rapporto vero e costruttivo con Dio, cioè alla riconciliazione con Dio e con il prossimo, nella pace apportata da Gesù, in attesa del suo ritorno e del conseguente giudizio finale. L’unità della fede tra gli esseri umani (vale a dire: la fratellanza spirituale in Cristo) è basata sull’unica verità della Bibbia. Il Signore Dio odia le divisioni e desidera che i peccatori si ravvedano grazie al vangelo.

Come detto, la Chiesa di Cristo è composta di cristiani che intendono glorificare il Padre tramite il Figlio Gesù. La ricerca della gloria di Dio nasce dalla gioia di tutti coloro che, nati nuovamente mediante il vangelo, hanno sperimentato la bontà e la grazia del Signore, e pertanto gliene sono riconoscenti.

Disgraziatamente la storia dimostra adeguatamente e con copia di particolari che, purtroppo, ben altri traguardi hanno caratterizzato la vita e l’attività di molti che si sono rifatti a Cristo (e non si andrà lontano dal vero pensando che la realtà odierna altro non sia altro se non il risultato di quelle azioni). Tuttavia, tali scopi “umani” non si rinvengono né nel N.T. né nella Chiesa di Cristo di cui il N.T. stesso parla, e perciò non è il caso di proporli all’attenzione di chi voglia credere in Gesù Cristo.

CULTO (Apocalisse 14:7)

Dicendo che «Dio è spirito; e quelli che lo adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità» (Giovanni 4:24), il Signore Gesù sottolinea la necessità di adorare Dio secondo verità. In buona sostanza, per il credente adorare Dio è non solo un piacere ma anche un dovere, nella maniera da Dio stesso voluta: in spirito e verità, seguendo solo la Bibbia. E proprio dal N.T. è possibile capire in breve com’era il culto dei cristiani.

Nel giorno di domenica, riuniti in case private (le basiliche saranno create da Costantino, dopo il 312 d.C.), i cristiani cantavano lodi al Signore, pregavano Dio attraverso Cristo Gesù, ascoltavano l’insegnamento e la predicazione della Parola del Signore, davano il proprio contributo economico alla vita della Chiesa, mangiavano la Cena del Signore. Secondo il N.T., i cristiani si radunavano in assemblea (“chiesa”) anche in altri giorni della settimana.

Canto.

Si elevavano lodi a Dio. Non è attestato l’uso di strumenti musicali (lo strumento era il cuore).

Preghiera.

Da sempre è un tratto costitutivo della vita tanto del cristiano, quanto della Chiesa. Le preghiere erano alzate a Dio Padre attraverso la mediazione di Cristo.

Insegnamento.

Fin dal suo inizio, la vita della Chiesa poggiava sull’ascolto e sulla predicazione della Parola di Dio.

Colletta.

I primi discepoli di Cristo contribuivano liberamente, con gioia e secondo le proprie possibilità, alle necessità della Chiesa e alla diffusione del vangelo. Le Chiese non chiedevano niente a Cesare, mantenendo netta quella distinzione tra Dio e i poteri di questo mondo voluta da Gesù.

Cena del Signore.

Tutti insieme, i primi cristiani ricordavano la vita, la morte, la risurrezione, l’ascensione e il ritorno di Gesù; lo facevano partecipando alla “Cena del Signore”, cioè mangiando pane e bevendo vino in memoria di Gesù, proprio come Gesù stesso aveva fatto con i suoi discepoli poco prima di morire sulla croce. La Cena del Signore, che i cristiani consumeranno sino al ritorno di Gesù, era (e rimane) una splendida predicazione pubblica della potenza di Cristo, della sua risurrezione e, appunto, del suo ritorno glorioso alla fine dei tempi.

PRINCIPI (Salmo 119:105)

I principi che regolano la vita e l’attività della Chiesa di Cristo sono pochi, semplici e chiari. Occorre subito dire che essi derivano unicamente dalla rivelazione di Dio, cioè dalla Bibbia, in particolare dal N.T. (Patto), che i discepoli di Cristo considerano la loro unica fonte di fede – pur apprezzando e rispettando il cosiddetto “Antico Testamento”, in origine destinato al solo popolo d’Israele.

Per quanto riguarda invece le tradizioni umane, accavallatesi nel tempo a caratterizzare la storia della Chiesa, esse non sono prese in considerazione dai cristiani ai fini della salvezza: si tratta, infatti, soltanto d’incrostazioni dottrinali che hanno coperto in modo nocivo la rivelazione di Dio. È tuttavia giusto valutarle storicamente per comprendere le differenze rispetto al Vangelo di Gesù Cristo.

Il principio vitale che scaturisce dalla nuova nascita d’acqua e Spirito (capace di riconciliare i peccatori a Dio: Giovanni 3:1ss) è la gratitudine a Dio, cui fa seguito la totale ubbidienza al Padre – sempre ai fini della sua glorificazione. Da ultimo, emerge la perseveranza di fede in Cristo, nell’attesa dolce ma costante e ferma del suo sicuro ritorno alla fine dei tempi.

Tutto ciò porta al desiderio e alla necessità di crescita spirituale, per operare instancabilmente a favore di chi non conosce ancora la straordinaria grandezza di Dio, in un mondo che offre principi e pratiche di vita tutte sue, contrarie al Signore, e pertanto incapaci di rigenerare la creatura umana e di offrirle la speranza della vita eterna. Difatti, se l’uomo fosse in grado di giustificare se stesso dinnanzi al Padre, allora Dio non servirebbe più perché l’uomo sarebbe dio a se stesso. Il che, visto come si comporta l’uomo senza Dio, appare sinceramente un’ipotesi assai poco gradevole, anzi del tutto improponibile ...

ATTIVITÀ (Marco 16:16)

In base agli scopi e ai principi su esposti, la Chiesa di Cristo, radunata in ogni parte del mondo, si propone – con l’amore e la verità del Signore – di predicare il vangelo e di avere cura dei cristiani che la compongono, facendoli crescere nella conoscenza e nella fede. Dunque, in poche parole è possibile dire che l’attività della Chiesa di Cristo consiste nell’evangelizzazione (al suo esterno) e nella cura ed edificazione (al suo interno).

Quanto all’evangelizzazione, a chi voglia porsi seriamente la soluzione del problema religioso, i cristiani offrono – senza presunzione e con semplicità, sulla base unica della Bibbia – spunti ed approfondimenti utili ad una serena riflessione spirituale. E ciò attraverso una serie d’iniziative pubbliche periodicamente organizzate (conferenze, corsi di Bibbia, programmi radio-televisivi, punti fissi di evangelizzazione nelle strade, distribuzioni di materiale informativo, e via dicendo) o mediante incontri personali su appuntamento.

Quanto poi alla cura e all’edificazione, i cristiani sono molto attenti sia alle esigenze dei fratelli in fede, sia a studiare insieme la Parola di Dio ogniqualvolta si riveli possibile, allo scopo di crescere all’altezza del Cristo.

Tutti sono cordialmente invitati a unirsi all’attività della Chiesa di Cristo. Al riguardo occorre informare – a scanso di equivoci – che tale attività è gratuita; infatti, la Chiesa di Cristo non chiede soldi ma, a chi fosse interessato a Gesù, soltanto un po’ di tempo e interesse per riuscire insieme a parlare dove la Bibbia parla e a tacere dov’essa tace.