Vangelo velato (2Cor 4:3-6)

7 marzo 2014

 

«Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, perché non risplenda loro la luce del Vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio … Quanto a noi, ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù, perché il Dio che disse: “Splenda la luce tra le tenebre”, è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza» (2Corinzi 4:3-6).

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore!”, entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Matteo 7:21).

«Ma alzati [Paolo] e sta in piedi perché per questo io [Gesù] ti sono apparso: per farti ministro e testimone delle cose che hai viste, e di quelle per le quali ti apparirò ancora, liberandoti da questo popolo e dalle nazioni, alle quali ti mando per aprire loro gli occhi, affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati» (Atti 26:16-18).

«Noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore» (2Corinzi 4:5).

 

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Non esiste probabilmente cristiano il quale non abbia fatto almeno una volta la seguente considerazione: «Com’è possibile che la gente non riesca a credere le verità fondamentali del Vangelo, che sono esposte in maniera così semplice e chiara?». Non c’è membro della Chiesa di Cristo che non si sia, cioè, domandato come mai coloro che leggono la Parola di Dio non riescano a “squarciare” quel velo che sembra in qualche modo impedire loro una visione perfetta e indiscutibile della volontà di Dio.

A ben guardare, si tratta di un problema così antico come la stessa rivelazione di Dio. Attraverso l’apostolo Paolo, lo Spirito Santo diede la Sua spiegazione: «Se il nostro Vangelo è ancora velato è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali l’iddio di questo secolo ha accecato le menti» (2Cor 4:3). In conformità a tale verso, va compreso che alla luce di Dio si contrappone il filtro satanico che distorce e confonde, impedendo l’osservazione salutare delle cose celesti.

Quando i cristiani si meravigliano perché qualunque “strano” movimento a carattere religioso possa fare tanti proseliti, nonostante gli errori evidenti del loro insegnamento oppure le grossolane deviazioni da quel che è scritto nella Parola del Signore, mentre la Chiesa di Dio boccheggia faticosamente per ogni dove in cerca di qualcuno da salvare, sembra opportuno e necessario rammentare alcune pregiudiziali poste dal Salvatore al “successo” dei Suoi seguaci. Il Signore Gesù disse: «Dimorate in me, ed io dimorerò in voi» (Gv 15:4). La promessa di Cristo è chiaramente indicativa del fatto che se rispettiamo la Sua autorità, se ci atteniamo a quello che Lui vuole, se non Lo scavalchiamo nelle decisioni e nelle programmazioni, allora Egli sarà con noi, sempre, sino alla fine dell’età presente (Mt 28:18-20). I figli di Dio non sono soltanto quelli che Lo chiamano «Signore, Signore», ma quelli che fanno la Sua volontà (Mt 7:21). I seguaci del Signore, quelli che Lui riconoscerà alla fine, sono quelli che camminano seguendo i Suoi precetti e non quelli degli uomini (Mt 15:9). E questo è difficile, perché gli uomini propongono le loro allettanti verità. «Non possiamo nulla contro la verità; quel che possiamo è per la verità» (2Cor 13:8). Di certo, non saranno i contorcimenti umani della Parola, né la nostra sapienza a far diventare vero ciò che è falso. Ricordiamolo.

Alessandro Corazza (Roma, 1978)