Fare ogni cosa secondo l’autorità di Cristo (Col 3:17)

16 novembre 2013

 

«Qualunque cosa facciate, in parole e in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore nostro Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui»

(Colossesi 3:17)

 

Colossesi 3:17 è un caposaldo della vita spirituale in Cristo Gesù. Questo brano dà un senso ben preciso al modo di condursi sia nella Chiesa sia nel mondo. Nella sua semplicità, Col 3:17 non dà adito a interpretazioni difficili, ma lascia spazio unicamente all’applicazione pratica di quanto dice. Si torna al nucleo centrale del cristianesimo: fare ogni cosa nel nome di Gesù, cioè secondo la sua autorità (Mt 28:18-20). Dunque, tutto quanto facciamo nella nostra vita (tanto individuale, quanto comunitaria) deve avere l’avallo, l’approvazione della Parola di Dio.

Senza approvazione della Parola di Dio, noi non possiamo fare quel che vogliamo, anche sostenendoci con il pensiero che quel che facciamo possa comunque essere giusto, buono, lodevole, utile al prossimo. Questo discorso vale soprattutto a proposito degli espedienti (cioè i mezzi) impiegati nella predicazione del Vangelo: essi devono essere leciti e non cagionare assolutamente inciampo o scandalo alla fratellanza (cfr. Mt 13:41; 18:7; Rm 16:17; 1Cor 6:12; 10:23; 8:13). Chi causa scandalo alla Chiesa, chi tenta di distruggere il corpo di Cristo introducendo nuove dottrine o espedienti non leciti, deve temere fortemente per la propria sorte spirituale, giacché lo Spirito Santo afferma che il Signore Dio non perdona siffatte persone (1Cor 3:17).

Un sano e santo esempio di come dovremmo comportarci fu dato dagli Ebrei di Berea (At 17:11), i quali, nobilmente e con molta premura, esaminavano tutti i giorni le Sacre Scritture per vedere se le cose dette da Paolo stessero nella verità. Tutti i lettori del N.T. possono capire agevolmente quanto importante si riveli l’esempio dei Giudei di Berea (poi diventati cristiani).

Un altro bel passaggio da abbinare a Col 3:17 è sicuramente Mt 28:18-20. Qui lo Spirito di Dio comanda ai cristiani di predicare il Vangelo, facendo discepoli di Gesù tutti gli uomini, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Poi – Gesù aggiunge – è necessario insegnare ai battezzati tutte quante le cose da lui comandate. Si noti bene: non altre cose, non le dottrine umane, ma solo quello che egli ha comandato. Tutto ciò che non appare nel N.T. non è dottrina di Cristo. La conclusione è degna del Signore: contiene la promessa di essere con il credente per sempre, sino alla fine del presente sistema. Questa bellissima promessa è per noi, a condizione che facciamo ogni cosa nel suo nome.

Arrigo Corazza