IL CICLO NATALIZIO: CONSIDERAZIONI STORICHE (25 dicembre 2020)

25 dicembre 2020

Chi festeggia il ciclo natalizio, lo fa sulla base della più pura tradizione umana e non secondo la Parola di Dio, come dimostra la ricostruzione storica dello stesso.

 

IL CICLO NATALIZIO

Per ciclo natalizio s’intende il periodo di dodici giorni compreso tra Natale (25 dicembre) e l’Epifania (6 gennaio).

A. DATA DELLA NASCITA DI GESÙ CRISTO

Diversamente da quanto propugnato nel secolo scorso dai critici più radicali, oggigiorno nessuno studioso onesto e degno di tal qualifica è incline a negare la storicità di Gesù di Nazareth. Tuttavia, allo stato attuale della documentazione in nostro possesso, non è possibile determinare né l’anno, né il mese, né il giorno della nascita di nostro Signore. È appena il caso di ricordare che i documenti («fonti») più importanti ai quali bisogna attingere in siffatta ricerca storica sono (e rimangono, fino a prova contraria) gli scritti del Nuovo Testamento (in special modo i primi tre Vangeli), dato che gli autori pagani ci hanno tramandato scarsissime e niente affatto accurate notizie intorno a Gesù.

In conclusione, dobbiamo affermare che il Nuovo Testamento risulta assai avaro di notizie cronologiche concernenti non solo Gesù, il cui anno di morte ci è del pari impossibile precisare, ma anche Maria Sua madre (che permane costantemente nell’ombra e addirittura scompare dopo Atti 1:14) o gli apostoli o qualunque altro personaggio di rilievo.

B. IL NATALE

Il termine natale deriva dal latino natalis (dies) e designa il giorno della nascita. Secondo la Chiesa Cattolica è la «festa della nascita del Signore, che si celebra il 25 dicembre … Circa la data storica della nascita di Gesù una tradizione apostolica manca del tutto … L’antichità cristiana era incerta sul giorno della nascita di Cristo… Clemente Alessandrino: 20 maggio, 10 gennaio o 6 gennaio; quest’ultima data, secondo lui, era accettata dai più» (Enciclopedia Cattolica [d’ora in avanti: EC], vol. VIII, Città del Vaticano, 1952, coll. 1667-1668). Altre date proposte: 28 marzo, 2 aprile. Esistendo dunque tale disparità di giudizi all’interno del mondo cristiano più antico (Clemente Alessandrino morì d’intorno al 215 d.C.) in merito al giorno di nascita di Gesù, bisogna chiedersi perché, come, dove e quando si giunse a determinare la tradizionale data del 25 dicembre.

Nel IV sec. d.C., nel quadro della gestione costantiniana delle questioni religiose nell’Impero romano (che vedeva la religione andare a braccetto con lo Stato stesso), è probabile che essa fu scelta per celebrare la festa della natività di Cristo in opposizione alla festa pagana della nascita di Mitra (solis invictus), celebrata in ambito pagano del III e IV secolo d.C. per l’appunto il 25 dicembre. Ciò si deduce in special modo dal Cronografo del 354 d.C., primo documento occidentale riferentesi al Natale. «Considerazioni di carattere astronomico-profetico scritturistico di una certa natura simbolica, e l’esistenza di una festa civile, pagana, del sole, alla data del 25 dicembre, avrebbero quindi contribuito ad assegnare la nascita di Cristo, sole e luce, appunto in questa data … L’origine prettamente romana della celebrazione liturgica del Natale è fuori dubbio; ma resta alquanto indeterminato il preciso momento in cui essa iniziò» (EC, vol. VIII, col. 1668); comunque, tra il III e il IV secolo d.C., come detto. È da notare, però, che in Oriente, nel IV secolo, il Natale era celebrato il 6 gennaio.

Il Natale è costellato di importanti e diffuse manifestazioni popolari (folklore). Queste si pongono in connessione con altre feste d’inizio d’anno, sicché si spiega la costumanza di scambiarsi doni in quanto segni augurali di prosperità per l’intero anno. Babbo Natale ne è la maschera più nota, che peraltro va accomunata alla Befana (vedi appresso). In questo quadro è da collocare l’uso dell’albero di Natale, destinato ad accogliere i doni, la cui origine rimonterebbe al XVII secolo, nell’Alsazia. Da ultimo andrà citato il presepe o presepio (dal latino praesepe = «stalla»), ossia la raffigurazione, per lo più plastica, della nascita di Gesù. Secondo la testimonianza di Bonaventura, Francesco d’Assisi (1182-1226) avrebbe per primo ricostruito la scena a Greccio (Rieti), nel 1223.

C. L’EPIFANIA

“Epifania” (dal greco epiphàneia) significa «manifestazione». Nel Cattolicesimo rappresenta «la festa commemorativa delle manifestazioni di Gesù Cristo» (EC, vol. V, col. 419). In Oriente «la prima notizia della sua celebrazione è fornita da Clemente Alessandrino (circa 215) … in Occidente la prima testimonianza occidentale della festa è del pagano Ammiano Marcellino [circa 330 - 400 d.C.]» (EC, vol. V, col. 419). Propagandosi la festa del Natale, nella zona occidentale l’oggetto principale dell’Epifania, specialmente nella devozione popolare, divenne l’adorazione dei Magi. In Oriente, all’opposto, permasero il battesimo e le altre manifestazioni di Cristo.

A proposito dei Magi, così cari al folklore, l’Enciclopedia Cattolica afferma che «il loro numero … è incerto. Nelle pitture delle catacombe romane appaiono ora 2, ora 4, ora 6 (anche 12 presso i Siri e gli Armeni), ma nella maggior parte dei monumenti e dei documenti predomina il numero di 3 (nato forse da quello dei doni). I nomi popolari (Gaspare, Melchiorre, Baldassarre), con varianti, appaiono verso il secolo IX … Il titolo di re è attribuito ai Magi, sembra per la prima volta, da S. Cesario di Arles (ca 470-542 d.C.) e da alcuni apocrifi» (EC, vol. VII, col. 1825).

Il Nuovo Testamento si riferisce ai Magi in questi semplici termini: «Ora, essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai giorni del re Erode, ecco alcuni Magi d’Oriente arrivarono in Gerusalemme dicendo: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo” … Essi dunque… partirono; ed ecco, la stella che avevano veduta in Oriente andava innanzi a loro finché, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò sopra. . . Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria Sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono alcuni doni: oro, incenso e mirra. Poi essendo stati divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, per altra via tornarono al loro paese» (Matteo 2). Quindi, i magi non erano né tre né re né si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

All’Epifania si accompagnano diverse manifestazioni folkloristiche, tra cui risalta il personaggio della Befana, una benefica vecchietta che visita le case nella notte dal 5 al 6 gennaio, depositando doni per i bambini buoni e pezzi di carbone per gli altri.

Arrigo Corazza