Il matrimonio tra omosessuali / 1

28 maggio 2015

 

Il 23 maggio 2015, il 62,1% degli Irlandesi ha legalizzato il matrimonio tra omosessuali mediante referendum popolare. È stata la prima volta nella storia.

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Nel Nuovo Patto in Cristo Gesù tra Dio e il genere umano, è stabilito che la vita del Regno di Dio e quella del regno degli uomini si svolgano su due linee parallele. Il principio è in Matteo 22:21: «Rendete / date / restituite … a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio». Qui l’originale greco apodìdomi implica l’idea di “rispettare un contratto o un obbligo”. Il concetto è che nel Regno di Dio si seguono norme precise, che conducono a responsabilità inequivocabili, e altrettanto dicasi per il regno degli uomini.

L’incontro e/o la fusione tra queste due linee parallele, che per loro natura non dovrebbero mai unirsi, hanno determinato purtroppo problemi gravissimi (Costantino, Carlo Magno, il fascismo e i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, rivisti dal governo Craxi nel 1984, sicché l’Italia non ha più una religione di Stato).

Il cristiano, che appartiene in primo luogo al Regno di Dio ( = cristiano) e poi al regno degli uomini ( = cittadino di uno Stato), segue due principi essenziali. Nell’ordine: 1) ubbidire a Dio anziché agli uomini (Atti 4:19; Atti 5:29); 2) sottomettersi alle autorità superiori (Romani 13:1; 1Pietro 2:13-14; Tito 3:1). Per il cristiano il primo principio è più importante del secondo.

La Chiesa di Cristo ( = assemblea di cristiani), che è il Regno di Dio, segue soltanto il N.T., pur essendo assai rispettosa delle leggi dello Stato (ovviamente, finché queste non violino la legge di Cristo: 1Corinzi 9:21, oppure obblighino a seguire un altro vangelo). I cristiani vanno a votare. La Chiesa di Cristo non vota. D’altro canto, per sua natura, la Chiesa di Cristo non si occupa di politica.

Quindi, quanto al voto referendario degli Irlandesi sui matrimoni omosessuali, non bisogna confondere la realtà: a votare sono andati i cittadini irlandesi, non le chiese dell’Irlanda – soprattutto la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, alla quale gli Irlandesi sono legatissimi per ragioni storiche. Nella misura dell’86,6 % della popolazione, gli Irlandesi sono cattolici, anzi assai cattolici.

L’aspetto positivo da considerare a proposito del voto del 24 maggio 2015 in Irlanda, è che non ha deciso il governo irlandese, ma il popolo (i governi non chiamano i popoli a esprimersi con referendum quando devono decidere di entrare in guerra …). Un tempo si diceva vox populi, vox dei. Non sempre, però, quel che dice il popolo è la verità.

Il cittadino di qualunque Stato (moderno), interpellato a pronunciarsi su argomenti decisivi per il futuro dello Stato stesso, ha un potere assoluto: quello del suo voto, che vale tanto quanto quello di ogni altro cittadino. Se io voto « sì » o voto « no » al matrimonio degli omosessuali, nessuno deve giudicarmi o perseguitarmi. In uno Stato (moderno), peraltro, chiunque può avere la sua idea sulle realtà sessuali e non per questo essere condannato. Il principio valeva quando si discriminavano gli omosessuali, ma vale anche ora, se si emarginasse chi non è favorevole alla convivenza, alle unioni omosessuali o alle coppie di fatto eterosessuali o alle adozioni da parte di coppie omosessuali e via dicendo.

Il cristiano, in ogni aspetto della sua vita, segue la legge di Cristo. Convocato a manifestare il suo potere ( = voto) sul matrimonio degli omosessuali (o su ogni altra realtà di questo tipo), egli saprà il da farsi, giudicando in piena coscienza mediante la Parola di Dio ( = la Bibbia). La Bibbia sarà la sua guida, non la Chiesa o i partiti politici. La Chiesa non ha alcuna autorità nel cristianesimo (l’unica autorità è quella del Capo della Chiesa, il Signore Gesù Cristo). La Chiesa ( = assemblea) è la riunione dei cristiani, che seguono i principi e la morale stabilita da Dio.

Qualora lo Stato legalizzasse qualunque forma di unione sessuale (eterosessuale od omossessuale) fuori del matrimonio, alla Chiesa di Cristo non interesserebbe affatto, giacché essa segue sempre e solo il Vangelo. Quanto alla sfera sessuale, l’apostolo Paolo dice: «Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori … né adùlteri, né effeminati, né sodomiti … erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio» (1Corinzi 6:9-11; cfr. anche Romani 1:18ss).

Il cristiano secondo il Nuovo Testamento ( = Patto) sa che cosa la Parola di Dio insegna a proposito delle realtà sessuali e si comporta di conseguenza.

Arrigo Corazza