Il matrimonio tra omosessuali / 4

27 giugno 2015

 

 

Il 23 maggio 2015, il 62,1% degli Irlandesi ha legalizzato il matrimonio tra omosessuali mediante referendum popolare. È stata la prima volta nella storia.

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Guidato unicamente dalla Bibbia, che è il prodotto dello Spirito Santo, il cristiano si rallegra assai quando nota nel mondo iniquo in cui vive – ma al quale non appartiene –, riconoscimenti (seppur pallidi) del Regno di Dio, della Sua giustizia e della Sua gloria.

In margine alla questione recente del matrimonio tra omosessuali approvato in Irlanda mediante referendum, Andrea Tornielli si è espresso su “La Stampa” di Torino: Perché il Papa dirà sempre no alle nozze gay (28 maggio 2015).

http://www.lastampa.it/2015/05/28/cultura/opinioni/editoriali/perch-il-papa-dir-sempre-no-alle-nozze-gay-3hjSa1IO15Zm24Ea8tskzI/pagina.html

Attirato da un titolo così altisonante e apparentemente indubbio, l’occhio del cristiano si poggia bramoso sul testo, pregustando quel che leggerà, e cioè che il Papa dirà sempre no alle nozze gay perché Dio, nella Bibbia, condanna l’omosessualità, e via di questo passo … Disgraziatamente, a mano a mano che la lettura procede, lo sconforto sale forte, e alla fine si resta con l’amaro in bocca. La conclusione è inevitabile: si è persa un’ottima opportunità per dare testimonianza alla giustizia di Dio. Difatti, nella breve stesura di Tornielli non si ha alcuna traccia di Dio, di Gesù Cristo, dello Spirito Santo, della Bibbia … L’articolo, per chi è cristiano secondo il N.T. e non un politico, è davvero incomprensibile. Eppure, Andrea Tornielli (nato a Chioggia nel 1964) è giornalista, scrittore, studioso e vaticanista di buon livello, autore di numerose opere su temi religiosi. Il problema non è che Tornielli non sappia scrivere, ma che usa una lingua diversa rispetto a quella del cristiano. Il cristiano usa la Sacra Scrittura, Tornielli utilizza altro, perché discorde è il cattolicesimo rispetto al cristianesimo descritto nel N.T. Al cattolicesimo, infatti, non serve citare il N.T., giacché vive anche di altre fonti d’autorità (magistero e tradizione).

In sostanza, Tornielli dice che la gente si è fatta un’idea sbagliata perché “accogliere” i gay (secondo le linee sancite dal Catechismo) non significa affatto “approvare” le unioni gay. Molta confusione in merito è stata sicuramente creata da queste parole (diventate celebri) del Papa: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”. Anche un cieco vedrebbe che, dalla sua elezione, Papa Francesco ha fatto di tutto per ottenere il consenso della gente, sbandata a causa dei plurimi scandali e cattivi comportamenti vigenti da secoli nella Chiesa Cattolica. Ogni cosa sembra buona per cattivarsi la simpatia dei popoli. Il Papa, con questo detto, ha certo evitato di spiegare che cosa davvero intendesse insegnare, sicché la massa ha sistematicamente eliminato dalla frase proprio le parole portanti: «… E cerca il Signore e ha buona volontà …». Difatti, per la massa (che non conosce la Parola di Dio), queste parole non significano niente.

Secondo la Bibbia, che cosa implica per il gay (e per chiunque altro, in realtà) cercare il Signore? Esige il ravvedimento. E questo il Papa (che, peraltro, è un gesuita) lo sa, eccome! ma tace perché ciò si rivela impopolare, non fa ascolto. La gente ha soltanto capito che il Papa è “umano”, bello, buono, bravo, vicino a tutti (pure ai gay!), non è come gli altri preti, ricchi e potenti e cattivi: addirittura, Papa Francesco si sposta con una vecchia Renault Bianca del 1984, targata Verona 779684 e appesantita da oltre trecentomila chilometri! … La gente, purtroppo, dimentica bellamente che il Papa è la massima espressione di un sistema che non ha nulla di biblico. Perché il Papa non si spoglia di tutte le sue prerogative, chiude i battenti della Chiesa Cattolica, e non comincia a essere un cristiano secondo l’insegnamento della Parola di Dio, la Bibbia? Questo sì che sarebbe il giusto segnale! Il resto lascia il tempo che trova, è politica pretesca (cui siamo purtroppo avvezzi da molto tempo).

Torniamo alla frase di Papa Francesco. Si comprende subito che il gay interessato alla propria salvezza post mortem (altrimenti, di che parliamo?) vuole dimostrare la propria buona volontà facendo “qualcosa”: non ciò che pensa (in caso contrario non va dal Papa), ma quello che il Signore esige da lui (e da tutti gli altri esseri umani). Il gay SI RAVVEDE. A questo punto, nessuno (Papa compreso) potrebbe andare contro la ferma volontà di ravvedersi del gay (o di qualunque altra persona). Che cosa deve fare il gay dopo il suo ravvedimento? Smettere di essere gay, come dice l’apostolo Paolo: «Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori … né adùlteri, né effeminati, né sodomiti … erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio» (1Corinzi 6:9-11). Paolo dice che, un tempo, alcuni tra i cristiani in Corinto erano fornicatori, adulteri e omosessuali, ma che poi non lo erano più. È chiaro che il Papa, seppure formalmente corretto, si è guardato bene dal dire alla gente come stanno BIBLICAMENTE le cose. Lo avrebbero fulminato, altro che Renault Bianca del 1984 targata Verona 779684! Per la gente non c’è più un peccatore, in giro. E se non c’è più peccatore, non c’è più neppure un peccato di cui ravvedersi.

Si sa che le autorità cattoliche stanno lavorando alacremente al prossimo Sinodo sulla famiglia. Si sa che ci saranno “aperture”. Di quale tipo, lo sapremo a tempo debito. Certo, sorprende sempre di più che in tutto questo deliberare umano Dio, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, la Bibbia siano sempre e costantemente messi da parte. Mah!

Tornielli sostiene che il Papa dirà sempre no alle nozze gay. Io non sarei così sicuro. Il cattolicesimo ha dimostrato, nel corso della sua storia millenaria, di poter fare qualunque cosa, e il contrario di qualunque cosa. Il cattolicesimo è camaleontico. Se la gente spingerà più forte delle resistenze cattoliche, allora i Papi si adegueranno pur di non perdere il potere. L’amore è eterno finché dura … Il cattolicesimo romano è la struttura più longeva (l’impero romano è finito, i totalitarismi pure, nonostante la loro forza). Perché?

Arrigo Corazza