L’eresia nel Nuovo Testamento (lezione 2)

16 giugno 2017

 

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Eresia Lezione 2

 

La radice dell’eresia è in Genesi 3. Stimolati astutamente dal demonio, Adamo ed Eva contrastano Dio. Il loro peccato, inescusabile, li pone alla fin fine in posizione autonoma rispetto a Dio Padre. Vogliono fare da soli e non si ravvedono. Essi sono diventati servi di Satana. Non si sentono più figli di Dio, che tutto aveva loro donato. L’ambizione di avvicinarsi a Dio li ha bruciati. Così è l’eretico: già figlio di Dio, ora vuole essere senza Dio, autonomo, impegnato in una lotta disperata per acquisire il potere di stabilire ciò che è bene e ciò che è male. Nondimeno, la sua sorte è segnata per sempre. Occorre chiedersi se l’eretico, il cui amore per la primazia è senza confini, abbia chiara l’idea della sua sconfitta, già annunciata nel Nuovo Testamento, come si vedrà più avanti nel corso dello studio. La mente dell’eretico è obnubilata: troppo amore per se stesso, troppo rispetto per Satana e nessun rispetto per la Bibbia, lo confondono. Dovrebbe capire che è un ateo. Sì, davvero, l’eretico è un ateo pazzo, disperato e sbandato che vuole trascinare altri nella medesima sua fine.

Se capiremo l’insegnamento che lo Spirito Santo ha voluto dare nel terzo capitolo della Genesi, allora tutta la Bibbia e il piano di redenzione divisato da Dio Padre in Cristo Gesù ci appariranno chiari e semplici. Non solo: scopriremo anche chi è SEMPRE dietro l’eretico e perché, e quale forma mentis l’eretico stesso disgraziatamente acquisisca per servire il suo nuovo padrone: Satana. Da Genesi 3, due mondi sono a confronto: il Regno di Dio e il mondo della creatura umana. Beninteso, come insegna chiaramente la Bibbia, la superiorità assoluta del Regno di Dio non è mai in discussione; è l’uomo senza Dio a coltivare illusioni immotivate in proposito.

L’insegnante della Parola di Dio potrà presentare molti e proficui approfondimenti sull’eresia nell’ottica di Genesi 3.

Arrigo Corazza