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I vescovi e il “dovere morale” circa i preti pedofili

1 aprile 2014

 

Religiosamente parlando, nel nostro Paese c’è sempre da stupirsi assai. Le notizie davvero importanti, quelle che fanno capire come le cose nel cattolicesimo stiano messe o quale piega stiano prendendo, vengono riportate in modo molto marginale e sfuggente, sì da non avere alcuna presa sulla massa e sì da scomparire subito nel mare magnum del quotidiano. È dunque un’altra palese dimostrazione (se ce ne fosse ancora bisogno) del potere immenso – a tutti i livelli – del cattolicesimo nella società italiana e nelle coscienze dei credenti cattolici. Una lievissima scossa a questa secolare, piatta situazione è avvenuta qualche tempo fa a proposito del pagamento dell’IMU da parte della Chiesa Cattolica, ma senza recare alcuna conseguenza. Ovviamente, i partiti / movimenti politici e i loro rappresentanti si guardano bene dal parlarne di nuovo e dal farne un cavallo di battaglia in vista delle prossime mosse … Si pensava che, stante la gravità del caso (preti pedofili), questa volta si sarebbe riscontrato un maggiore interesse. Invano! L’interesse, di solito, è se il Papa ha starnutito, se si è recato in autobus chissà dove, se ha telefonato al disgraziato di turno, se ha preso in braccio il Terzo Papa (il bimbo vestito da Papa; il Terzo Papa però ha pianto disperatamente nell’occasione, forse spaventato dall’ingrato e arduo compito che lo attende. Ci dobbiamo abituare a più Papi, ha detto recentemente Bergoglio. Lo faremo certamente, visto che oramai siamo avvezzi a tutto).

Due notizie importanti sono state accantonate in un attimo. Vediamole.

 

PRIMA NOTIZIA

Agli inizi di febbraio 2014, si è avuta la denuncia dell’ONU (e non del dopolavoro di Canicattì …) in merito ai casi di pedofilia che hanno visto protagonisti, in tutto il mondo, preti del cattolicesimo romano – casi che, nel tempo, hanno mietuto centinaia di migliaia di vittime, che porteranno per sempre il segno delle violenze subite. L’accusa dell’ONU è che la Chiesa Cattolica protegge i pedofili in ogni senso, limitandosi a spostarli da una parte all’altra, invece che consegnarli alla giustizia onde non facciano altri macelli. Ovviamente, la Chiesa Cattolica, dopo aver fatto sapere che avrebbe avviato «minuziosi studi e esami» circa le accuse dell’ONU, ha reagito piccata accusando l’ONU stessa di ficcare il naso in casa altrui (l’ONU faceva anche altri severi riferimenti alla posizione delle autorità vaticane su questioni delicate quali l’omosessualità, la contraccezione e l’aborto). Vedi in http://www.corriere.it/esteri/14_febbraio_05/denuncia-dell-onu-le-politiche-vaticano-hanno-permesso-abusi-bambini-06261b24-8e53-11e3-afb4-50ae7364e5b3.shtml.

 

SECONDA NOTIZIA

Il 28 marzo 2014, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha confermato che non esiste obbligo da parte dei vescovi di denunciare alle autorità giudiziarie casi di abusi sessuali di cui sono a conoscenza; si aggiunge, però, che v’è il «dovere morale di contribuire al bene comune», che la protezione dei minori ha «importanza fondamentale». Tutto è lasciato alla discrezione dei singoli vescovi. I quali sono invitati, dalla CEI, a vigilare sui canditati al sacerdozio. Secondo le autorità vaticane, con l’esortazione al dovere morale si è fatto un consistente passo in avanti rispetto al passato (ma non ci doveva essere anche prima e sempre? Persino un ateo capirebbe tale dovere). È da notare che, insolitamente, la prossima assemblea di maggio della CEI sarà aperta dal Papa. Vedi in http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/28/news/cei_pedofilia-82177117/.

 

Il credente cattolico dovrebbe chiedersi come mai Papa Francesco [proprio quello che da un anno sta scuotendo il mondo con la sua “rivoluzione” (?), quello più “bravo” di tutti i suoi predecessori (per inciso, il 27 aprile il Papa “Buono” e il Papa polacco saranno santi – anche loro erano “bravissimi”), quello che mostra alle masse che il Papa è uno normale, quello che conquista i mezzi di comunicazione, quello che …] non dica ciò che va fatto in merito (anche un ateo capirebbe quel che c’è da fare in casi simili), e cioè consegnare il prete pedofilo alle autorità giudiziarie. Spostare il prete pedofilo da Pisa a Rio de Janeiro non risolve il problema; il rischio è che anche a Rio de Janeiro quel prete faccia le medesime brutte cose. Perché si difende un peccato del genere?

Aspettiamo con attenzione le mosse di Papa Francesco. Il quale, forse, è stato eletto per risistemare alla bell’e meglio le cose nel cattolicesimo, quasi travolto da scandali di ogni tipo, specie quelli concernenti la pedofilia. Il quale Papa dovrebbe dimostrare chi è con i fatti e con la verità (1Giovanni 3:18) e non soltanto con le parole o con le esibizioni da “piacione”.

Il Vangelo di Cristo Gesù e la salvezza in Lui sono i beni più preziosi. Il cristianesimo non va preso alla leggera. La responsabilità di chi si definisce “cristiano” è enorme.

Da ultimo, occorre notare tre cose:

1) un Italiano su tre ritiene accettabile avere rapporti sessuali con minori (indagine di Save the Children; vedi http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/sesso-con-minori-accettabile-per-un-italiano-su-tre-20140209_video_16435948.shtml);

2) circa nove milioni di Italiani (la popolazione italiana è di circa sessanta milioni, comprensivi di donne, bambini, anziani, giovanissimi) vanno con prostitute (stima del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio; vedi https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090620020607AAKlS7o);

3) in Italia la religione maggioritaria è il cattolicesimo (circa il 96,55% della popolazione secondo le stime di http://www.catholic-hierarchy.org/country/sc1.html).

Alla luce del terzo dato, come si spiegano gli altri due?

Arrigo Corazza

 

Addenda (11 aprile 2014)

 

Il 10 aprile 2014, incontrando una delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, il Papa Buonissimo ha usato parole dure contro i sacerdoti pedofili e recitato il mea culpa per quelle abominazioni – prassi oramai diffusa nell’istituto papale: vedi le esternazioni di Giovanni Paolo II (su altri obbrobri) e quelle di Joseph Ratzinger (12 giugno 2010, sempre sulla pedofilia.) Vedi i dettagli in

http://www.repubblica.it/esteri/2014/04/11/news/pedofilia_papa_chiedo_perdono_per_abusi_del_clero-83321769/

Quindi, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana si scusa. Allora, perché non consegna i preti pedofili alle autorità competenti? A che cosa servono le “scuse”, se non si passa a fatti concreti? Ad esempio, a che cosa serve lamentarsi dello IOR (la banca del Vaticano che ne ha combinate di tutti i colori) per poi lasciarlo in vita, con persone diverse? Lo IOR non deve proprio esistere, se si è capita la natura della Chiesa voluta dal Signore Gesù …

Così, tanto per riflettere sulle cose …

Arrigo Corazza

Il Papa, la donna nella Chiesa e il collegio apostolico senza la Madonna

17 marzo 2014

 

Durante il suo viaggio in aereo da Rio de Janeiro a Roma (fine luglio 2013), pur essendo un po’ stanco, il Papa ha risposto, in piedi, per un’ora e venti alla raffica di domande dei giornalisti presenti. Ecco qualche perla del suo repertorio. Ciò che sorprende non è tanto (o non solo) quel che il Papa dice (così in questa, come in altre occasioni), ma che nessuno dei presenti sia mai in grado di aprire un contraddittorio (basato sulla Parola di Dio, aggiunge il cristiano che segue la Bibbia). Intanto, i mezzi di comunicazione impazziscono di gioia ogni volta che il Papa parla …

Alla domanda «quale ruolo per le donne nella Chiesa?», il Papa risponde:

«una Chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza la Madonna. E la Madonna è più importante degli apostoli. La Chiesa è femminile perché è sposa e madre. Si deve andare più avanti, non si può capire una Chiesa senza le donne attive in essa. Nella Chiesa si deve pensare alla donna in questa prospettiva. Non abbiamo ancora fatto una teologia della donna. Bisogna farlo. Per quanto riguarda l’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e ha detto no, Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva, quella porta è chiusa. Ma ricordiamo che Maria è più importante degli apostoli vescovi, e così la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti».

Assai perplesso, il lettore del N.T. si chiede quali basi bibliche abbiano queste affermazioni. Il soggetto principale del pensiero di Bergoglio è Maria, la madre di Gesù, la Madonna del cattolicesimo romano. Ora, bisogna notare che, fuori dei quattro vangeli, l’ultima citazione di Maria nel N.T. è al principio degli Atti degli Apostoli (1:14). Maria scompare, mentre il collegio apostolico (ripristinato nel numero di dodici in Atti 1:15ss) comincia la propria attività, che guiderà la neonata Chiesa di Cristo nella storia dei primi settant’anni almeno (da Atti ad Apocalisse). In Efesini 2:20, l’apostolo Paolo sostiene che noi siamo edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù la pietra angolare. Non si parla di Maria. Quindi, non corrisponde a verità l’affermazione di Bergoglio. Si tratta di una pura invenzione teologica (non si dimentichi che Bergoglio è un gesuita, nella fattispecie il primo Papa gesuita). Per quanto concerne l’autorità di guidare la Chiesa nell’adempiere la volontà di Cristo, il collegio apostolico, voluto da Cristo stesso per il bene della Chiesa, non ha mai avuto niente a che spartire con Maria. Quindi, Maria non è per nulla più importante degli apostoli vescovi.

Quanto al sacerdozio delle donne, se la Chiesa Cattolica ha parlato e ha detto no, nella figura di Giovanni Paolo II (che sarà canonizzato a fine aprile di quest’anno), perché mai dire che «la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti»? Siccome Bergoglio non può negare l’infallibilità del Papa polacco, è costretto comunque ad affermare qualcosa di suo, che, al solito, non ricorre nel N.T. Nella Chiesa descritta dal N.T., quella fondata da Cristo e guidata dal collegio apostolico (e non da Maria o da altra persona – uomo o donna che sia), nessuno è più importante degli altri. Ci sono ruoli diversi, servizi diversi ma tutti i credenti sono di pari valore. Solo Cristo è il Signore, benedetto in eterno, perché egli è Dio, la Parola fatta carne (Giovanni 1:1-14), crocifisso per noi. Se secondo Paolo (1Corinzi 14:34), la donna deve tacere nelle assemblee, allora come fa la donna ad essere più importante dei vescovi (i preti del cattolicesimo non esistevano al tempo del N.T.: tutti i cristiani erano sacerdoti)? Papa Bergoglio ha mai letto 1Corinzi 14:34? Certamente sì. Qualcuno dei giornalisti che hanno raccolto le affermazioni del Papa ha mai letto 1Corinzi 14:34, Efesini 2:20, Atti 1:14 e via dicendo? Se sì, allora perché – visto che al Papa si fanno sempre molte domande – non si è fatto notare che le cose nella Chiesa del N.T. giravano in modo diverso?

Arrigo Corazza