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La Sora Lucia e la perpetua verginità di Maria

5 febbraio 2017

 

Questa volta Suor Lucia Caram l’ha fatta grossa! Dunque, un altro carneade del cattolicesimo all’orizzonte, per noi italiani. In realtà, suor Lucia Caram (d’ora innanzi: la Sora Lucia) è assai famosa nei media in Spagna, dove vive da quasi trent’anni. È un tipetto niente male, un vero peperino. Vediamone l’illustre curriculum: nata nel 1966 in Argentina, nella provincia di Tucumàn, è una monaca contemplativa dell’ordine domenicano battutasi contro la dittatura nel suo paese; in Spagna, ha circa centottantamila seguaci su Twitter e un ampio ascolto nei programmi TV, specie in quello dedicato alle sue ricette di cucina (Sor Lucia), con scadenza settimanale; scrittrice di successo; dirige un progetto di solidarietà per oltre millequattrocento famiglie in bisogno; si è schierata a favore dell’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, suscitando vivaci reazioni …

Recentemente, in un programma televisivo chiamato Chester in Love (tv privata Cuatro), invitata a parlare di sesso, ha dichiarato quanto segue:

«Ho rinunciato alle relazioni sessuali, ma sono sempre una donna, sento quello che sento»;

«ci vuole una rivoluzione» perché «le chiese sono vuote»;

«Il sesso è una forma per esprimersi, vivere, esprimere sentimenti … per la Chiesa è un tema sporco e occulto, ma io credo sia una benedizione»;

«Maria e Giuseppe avevano una relazione normale di coppia che ovviamente comportava anche fare sesso come tutte le coppie normali … Per molto tempo la Chiesa ha avuto un pessimo rapporto con i temi legati alla sessualità. Era negato e visto come qualcosa di sporco da nascondere, invece io penso che sia una benedizione … Insomma è veramente difficile credere che Maria e Giuseppe non avessero relazioni sessuali e che lei fosse davvero vergine. San Giuseppe è stato sempre raffigurato come un vecchio con la barba. E allora io mi domando: Maria stava con un uomo che poteva essere suo nonno? Ma no, no, lei era innamorata di Giuseppe e la loro relazione era come quella di qualsiasi coppia … Costa crederlo e digerirlo. Ci siamo fermati a norme che abbiamo inventato senza arrivare al vero messaggio».

Apriti cielo! Queste parole hanno generato violentissime reazioni: tra le religiose del suo stesso ordine; oltre dodicimila fedeli hanno preteso la sua immediata sospensione dall’ordine dei Domenicani (petizione su Change.org): «Monsignori, questo è uno scandalo gravissimo, un intollerabile affronto alla fede cattolica» enuncia il documento, che impone «pubbliche sanzioni»;

il vescovo di Vic in Catalogna, da cui dipende, l’ha rampognata pubblicamente: «forma parte della fede della Chiesa, fin dagli inizi, che Maria sia sempre stata vergine … una verità proclamata in forma definitiva già dal II Concilio di Costantinopoli»; il segretario della Conferenza episcopale spagnola monsignor José Maria Tamayo ha stigmatizzato «la confusione suscitata nei fedeli»; vi sono state minacce di morte …

Resasi conto del clima creato contro di lei, Suor Lucia Caram ha chiesto scusa e inteso precisare, non senza una punta di polemica: «Se qualcuno si è sentito offeso, chiedo perdono … Volevo dire che non sarei scandalizzata se la Vergine Maria avesse avuto una relazione di coppia con suo marito … Denuncio la lettura frammentata, ideologica e perversa delle mie parole da parte di persecutori di eretici, assetati di vendetta e mossi dall’odio … No, non lascio la tonaca. Non mi piegheranno».

Due possono essere le possibili chiavi di lettura della situazione che stiamo raccontando.

CHIAVE DI LETTURA BIBLICA – Il Nuovo Testamento afferma ripetutamente che il Signore Gesù ebbe fratelli e sorelle (vedi Matteo 12:46; 13:55; Giovanni 2:12; 7:3,5,10; At 1:14; 1Corinzi 9:5; Galati 1:19). Solo assai lentamente nacque e si sviluppo l’idea della perpetua verginità di Maria. Nel concilio Lateranense del 649, essa fu riconosciuta. In seguito, grazie ad ulteriori interventi dogmatici, si specificò che tale verginità dovesse intendersi «prima del parto» (ante partum; questo è un dato biblico su cui tutti concordano: Matteo 1:18ss), «durante il parto» (in partu) e «dopo il parto» (post partum). Tuttavia, non si capisce come mai Maria non possa aver avuto una normale vita sessuale con il marito Giuseppe. Peraltro, il N.T. fa capire che questo avvenne: Gesù fu il primogenito di Maria (Luca 2:7); Giuseppe «non la conobbe [letteralmente in greco: «non la conosceva», imperfetto che indica il protrarsi del rifiuto di Giuseppe a unirsi a lei] finché non ebbe partorito un figlio a cui pose nome Gesù» (Matteo 1:25: qui “conoscere” significa “avere rapporti matrimoniali”, secondo un diffuso modo biblico d’esprimersi: Genesi 4:1. Poi, dal «finché» si presume che Giuseppe abbia avuto rapporti matrimoniali con Maria dopo la nascita di Cristo). Il fatto che Maria non possa aver avuto altri figli dipende, per la teologia cattolica, dal problema del peccato originale (vedi qui sotto). Per questa ragione, i “fratelli” di Gesù diventano, nelle spiegazioni ufficiali cattoliche, i “cugini” di Gesù o “figli di Giuseppe” da un fantomatico, precedente matrimonio. Ma senza alcun supporto né biblico né linguistico.

LA PERPETUA VERGINITÀ DI MARIA E IL PECCATO ORIGINALE

A Maria è stata concessa, da Papa Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854, la santità originaria (Immacolata Concezione). In parole semplici, Maria, per grazia e privilegio divino, fu preservata immune da ogni macchia (latino: macula) di peccato originale nel momento stesso della sua concezione da parte dei genitori. Questo dogma, il primo proposto direttamente dal Papa e non da un concilio ecumenico, serviva a conciliare la situazione di Maria con la dottrina cattolica secondo cui in tutti i discendenti di Adamo si annida il peccato originale. Quindi, un errore teologico (il peccato originale) ha generato altri errori: a) l’immacolata concezione di Maria; b) la perpetua verginità di Maria. Infatti, se esiste il peccato originale è giocoforza esentarne la madre di Gesù, altrimenti anche Gesù stesso ne sarebbe stato macchiato (essendo immune da parte di Padre). Ma, sul versante cattolico, diventa anche obbligatorio affermare che Gesù non può aver avuto fratelli e sorelle perché, in caso contrario, anch’essi sarebbero dovuti nascere senza peccato originale o, in ogni caso, con un peccato originale a metà (da parte di Giuseppe). Il che è impossibile, per i cattolici. Tali sono i meccanismi profondi e sostanziali della teologia cattolica in generale e di quella mariana in specie. Bisogna dire che il Nuovo Testamento non parla di un presunto stato di superiore grazia di Maria. Al contrario, si dice che, tranne Cristo, «tutti hanno peccato e sono privi della grazia di Dio» (Romani 3:23). Quindi, anche Sua madre. Maria, la madre di Gesù, è morta e, come tutti gli altri esseri umani, aspetta il giorno della resurrezione.

CHIAVE DI LETTURA CATTOLICA – Abbiamo visto che la Sora Lucia poteva sostenere le sue affermazioni con la Bibbia: cosa che non ha fatto mai (la Parola di Dio è la grande assente in tutta questa storia da cinematografo). Non può, però, pensare di avere il conforto del cattolicesimo (che della Parola di Dio non sa che cosa fare). Il gioviale buonismo di Papa Francesco riguarda tutto e tutti (i divorziati, gli omosessuali, tutti quelli che si trovano in condizioni difficili, la povertà nel mondo, la dignità dei lavoratori, l’ecologia, il rispetto dell’ambiente e chi più ne ha ne metta …), ma non contempla in alcun modo l’ipotesi di revocare in dubbio il sistema di mediazione tipico del cattolicesimo (Cristo, Maria, la Chiesa Cattolica, il sacerdozio, i santi …). A livello ufficiale (poi i credenti cattolici possono pure fare altro) il cattolicesimo non cederà mai su Maria e sui santi. Possiamo farci rossi, gialli o viola ma sarà così finché esisterà la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Se c’è da accettare i divorziati, i gay, i conviventi – sotto la spinta incombente della società odierna – lo si farà in qualche modo (magari con un po’ di sacrificio, ma una soluzione si troverà …). Per le autorità cattoliche, non si può però, in alcun modo, neppure adombrare qualche dubbio circa Maria (e, forse, i santi – ma in misura minore). Si scatena la rivolta popolare, l’inferno in terra. Si fa terra bruciata, persino si combatte nella maniera più sporca pur di difendere la Madonna (quella stessa che, in varie guise, dimora nelle edicole [nicchie] sparse dappertutto). A chi tocca Maria, il cattolicesimo fa vedere i sorci verdi.

Era ovvio che la Sora Lucia fosse mazzolata, e pure duramente. In questo caso, non si può non essere d’accordo con le autorità cattoliche: se tu sei quello che sei (prete, suora – e non il semplice credente cattolico che fa sempre un po’ come gli pare e piace), allora sei tenuto ad ubbidire. Ti piace andare in TV a spararle grosse (per i cattolici, ovviamente) e poi non vuoi essere pestata a sangue? La Sora Lucia può avere e vantare tutte le ragioni bibliche dalla sua, ma allora deve uscire dal cattolicesimo e fare la semplice cristiana, come fanno tutti coloro che voglio essere cristiani seguendo unicamente il Nuovo Testamento. Non si può vivere in questo tipo d’ipocrisia.

Si noti che in tutto il risalto dato a questa questione (dai discorsi iniziali della Sora Lucia alle repliche dei suoi inviperiti antagonisti), neppure un cane pulcioso si è degnato di chiedere: «che cosa dice la Bibbia in proposito?». Non una parola è stato spesa al riguardo. A livello pratico, la Bibbia è del tutto assente nel cattolicesimo, nella società, nei media. È una vera e propria tragedia. La stessa Sora Lucia non ha detto di rifiutare la perpetua verginità di Maria perché il Nuovo Testamento non la insegna affatto: la rifiuta perché è contraria alla logica di un matrimonio tra due giovanissimi quali erano Giuseppe e Maria. Ovviamente, la Sora Lucia non poteva avere come punto di riferimento la Bibbia, da cattolica qual è. Non è nella forma mentis del cattolico fare uso della Bibbia.

Questa desolante storia della Sora Lucia ci ha dato un’ulteriore conferma dello sbandamento esistente nel cattolicesimo odierno. È davvero triste. Per ora il Vaticano tace in merito. Ci sono altre preoccupazioni, assai più pratiche, assai più redditizie dal punto di vista dei media, della comunicazione: oggi il Papa è impegnato a trasmettere un bel messaggio (in spagnolo) prima del Super Bowl che si tiene in Houston, Texas, l’evento sportivo (football americano) più seguito negli Stati Uniti: «I grandi eventi sportivi come il Super Bowl sono altamente simbolici, dimostrando che è possibile costruire una cultura di incontro e un mondo di pace. Prendere parte ad attività sportive ci fa andare oltre la nostra visione personale della vita e, in modo sano, ci fa imparare il significato del sacrificio, crescere nel rispetto e fedeltà alle regole». Bel discorsetto, che non ha niente a che spartire con la religione o con la fede in Cristo. Se l’avesse pronunciato il più ateo degli atei, allora sarebbe stato lo stesso. Che cosa ha a che fare il Papa con il Super Bowl? Ma come fa il Papa, alla sua veneranda età, a fare tutto quello che fa? Arriverà ad occuparsi anche degli stipendi degli operatori ecologici? Mah! Vista la platea mondiale offertagli, da successore di Pietro quale pretende di essere, non sarebbe stato meglio parafrasare il detto dell’apostolo: «Salviamoci da questa perversa generazione?» (Atti 2:40). Se il Papa facesse questi appelli biblici, allora sarebbe frullato sul marciapiede.

Abbiamo detto come, per ora, il Vaticano e il Papa tacciano sulla questione della Sora Lucia. In realtà, il Vaticano e il Papa tacciono da sempre sulle esigenze bibliche. A proposito, qualcuno ha visto una Bibbia da quelle parti, recentemente?

Arrigo Corazza

 

 

 

 

 

I vescovi e il “dovere morale” circa i preti pedofili

1 aprile 2014

 

Religiosamente parlando, nel nostro Paese c’è sempre da stupirsi assai. Le notizie davvero importanti, quelle che fanno capire come le cose nel cattolicesimo stiano messe o quale piega stiano prendendo, vengono riportate in modo molto marginale e sfuggente, sì da non avere alcuna presa sulla massa e sì da scomparire subito nel mare magnum del quotidiano. È dunque un’altra palese dimostrazione (se ce ne fosse ancora bisogno) del potere immenso – a tutti i livelli – del cattolicesimo nella società italiana e nelle coscienze dei credenti cattolici. Una lievissima scossa a questa secolare, piatta situazione è avvenuta qualche tempo fa a proposito del pagamento dell’IMU da parte della Chiesa Cattolica, ma senza recare alcuna conseguenza. Ovviamente, i partiti / movimenti politici e i loro rappresentanti si guardano bene dal parlarne di nuovo e dal farne un cavallo di battaglia in vista delle prossime mosse … Si pensava che, stante la gravità del caso (preti pedofili), questa volta si sarebbe riscontrato un maggiore interesse. Invano! L’interesse, di solito, è se il Papa ha starnutito, se si è recato in autobus chissà dove, se ha telefonato al disgraziato di turno, se ha preso in braccio il Terzo Papa (il bimbo vestito da Papa; il Terzo Papa però ha pianto disperatamente nell’occasione, forse spaventato dall’ingrato e arduo compito che lo attende. Ci dobbiamo abituare a più Papi, ha detto recentemente Bergoglio. Lo faremo certamente, visto che oramai siamo avvezzi a tutto).

Due notizie importanti sono state accantonate in un attimo. Vediamole.

 

PRIMA NOTIZIA

Agli inizi di febbraio 2014, si è avuta la denuncia dell’ONU (e non del dopolavoro di Canicattì …) in merito ai casi di pedofilia che hanno visto protagonisti, in tutto il mondo, preti del cattolicesimo romano – casi che, nel tempo, hanno mietuto centinaia di migliaia di vittime, che porteranno per sempre il segno delle violenze subite. L’accusa dell’ONU è che la Chiesa Cattolica protegge i pedofili in ogni senso, limitandosi a spostarli da una parte all’altra, invece che consegnarli alla giustizia onde non facciano altri macelli. Ovviamente, la Chiesa Cattolica, dopo aver fatto sapere che avrebbe avviato «minuziosi studi e esami» circa le accuse dell’ONU, ha reagito piccata accusando l’ONU stessa di ficcare il naso in casa altrui (l’ONU faceva anche altri severi riferimenti alla posizione delle autorità vaticane su questioni delicate quali l’omosessualità, la contraccezione e l’aborto). Vedi in http://www.corriere.it/esteri/14_febbraio_05/denuncia-dell-onu-le-politiche-vaticano-hanno-permesso-abusi-bambini-06261b24-8e53-11e3-afb4-50ae7364e5b3.shtml.

 

SECONDA NOTIZIA

Il 28 marzo 2014, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha confermato che non esiste obbligo da parte dei vescovi di denunciare alle autorità giudiziarie casi di abusi sessuali di cui sono a conoscenza; si aggiunge, però, che v’è il «dovere morale di contribuire al bene comune», che la protezione dei minori ha «importanza fondamentale». Tutto è lasciato alla discrezione dei singoli vescovi. I quali sono invitati, dalla CEI, a vigilare sui canditati al sacerdozio. Secondo le autorità vaticane, con l’esortazione al dovere morale si è fatto un consistente passo in avanti rispetto al passato (ma non ci doveva essere anche prima e sempre? Persino un ateo capirebbe tale dovere). È da notare che, insolitamente, la prossima assemblea di maggio della CEI sarà aperta dal Papa. Vedi in http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/28/news/cei_pedofilia-82177117/.

 

Il credente cattolico dovrebbe chiedersi come mai Papa Francesco [proprio quello che da un anno sta scuotendo il mondo con la sua “rivoluzione” (?), quello più “bravo” di tutti i suoi predecessori (per inciso, il 27 aprile il Papa “Buono” e il Papa polacco saranno santi – anche loro erano “bravissimi”), quello che mostra alle masse che il Papa è uno normale, quello che conquista i mezzi di comunicazione, quello che …] non dica ciò che va fatto in merito (anche un ateo capirebbe quel che c’è da fare in casi simili), e cioè consegnare il prete pedofilo alle autorità giudiziarie. Spostare il prete pedofilo da Pisa a Rio de Janeiro non risolve il problema; il rischio è che anche a Rio de Janeiro quel prete faccia le medesime brutte cose. Perché si difende un peccato del genere?

Aspettiamo con attenzione le mosse di Papa Francesco. Il quale, forse, è stato eletto per risistemare alla bell’e meglio le cose nel cattolicesimo, quasi travolto da scandali di ogni tipo, specie quelli concernenti la pedofilia. Il quale Papa dovrebbe dimostrare chi è con i fatti e con la verità (1Giovanni 3:18) e non soltanto con le parole o con le esibizioni da “piacione”.

Il Vangelo di Cristo Gesù e la salvezza in Lui sono i beni più preziosi. Il cristianesimo non va preso alla leggera. La responsabilità di chi si definisce “cristiano” è enorme.

Da ultimo, occorre notare tre cose:

1) un Italiano su tre ritiene accettabile avere rapporti sessuali con minori (indagine di Save the Children; vedi http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/sesso-con-minori-accettabile-per-un-italiano-su-tre-20140209_video_16435948.shtml);

2) circa nove milioni di Italiani (la popolazione italiana è di circa sessanta milioni, comprensivi di donne, bambini, anziani, giovanissimi) vanno con prostitute (stima del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio; vedi https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090620020607AAKlS7o);

3) in Italia la religione maggioritaria è il cattolicesimo (circa il 96,55% della popolazione secondo le stime di http://www.catholic-hierarchy.org/country/sc1.html).

Alla luce del terzo dato, come si spiegano gli altri due?

Arrigo Corazza

 

Addenda (11 aprile 2014)

 

Il 10 aprile 2014, incontrando una delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, il Papa Buonissimo ha usato parole dure contro i sacerdoti pedofili e recitato il mea culpa per quelle abominazioni – prassi oramai diffusa nell’istituto papale: vedi le esternazioni di Giovanni Paolo II (su altri obbrobri) e quelle di Joseph Ratzinger (12 giugno 2010, sempre sulla pedofilia.) Vedi i dettagli in

http://www.repubblica.it/esteri/2014/04/11/news/pedofilia_papa_chiedo_perdono_per_abusi_del_clero-83321769/

Quindi, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana si scusa. Allora, perché non consegna i preti pedofili alle autorità competenti? A che cosa servono le “scuse”, se non si passa a fatti concreti? Ad esempio, a che cosa serve lamentarsi dello IOR (la banca del Vaticano che ne ha combinate di tutti i colori) per poi lasciarlo in vita, con persone diverse? Lo IOR non deve proprio esistere, se si è capita la natura della Chiesa voluta dal Signore Gesù …

Così, tanto per riflettere sulle cose …

Arrigo Corazza

Maniglie del cattolicesimo: concili e Lourdes

11 novembre 2013

IL CONCILIO VATICANO II: BUSSOLA PER LA FEDE?

Esattamente mezzo secolo fa (11 ottobre 1965) aveva inizio il Concilio Vaticano II, sorprendentemente voluto e annunciato alla fine del 1959 da un Papa, Giovanni XXIII (il cosiddetto “Papa buono”), oramai ottuagenario, e pertanto ritenuto dai più fuorigioco (insomma: un Papa di transizione). Il Concilio Vaticano II, il ventunesimo e ultimo nella storia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, si chiuse tre anni più tardi, il 7 dicembre 1965, durante il pontificato di Paolo VI. Vi parteciparono circa duemilacinquecento tra cardinali, patriarchi, vescovi di tutto il mondo, che, in totale, promulgarono quattro Costituzioni, tre dichiarazioni e nove decreti.

Per i cattolici, nel bene o nel male – secondo i punti di vista –, il Concilio Vaticano II ha segnato di sé, e per sempre, la storia del cattolicesimo romano, dando origine a una serie infinita di discussioni, che non si sono ancora placate.

In occasione del cinquantenario, l’attuale Papa del cattolicesimo, il tedesco Joseph Ratzinger, che vi partecipò quale giovane teologo e consulente del cardinale Josef Frings, ha affermato che «bisogna ritornare ai documenti del Concilio» e «liberarli da un massa di pubblicazioni che spesso invece di farli conoscere li hanno nascosti», perché «sono una bussola pure oggi, in un tempo che continua a essere segnato da dimenticanza e sordità nei confronti di Dio».

Qualche legittima riflessione sorge in chi ama la Parola di Dio (la Bibbia) e intende metterla in pratica nella propria vita quale unica fonte di fede. Se è vero che, secondo i teologi cattolici, le decisioni conciliari sono il prodotto dello Spirito Santo, allora come mai finora sono stati necessari ventuno concili (da studiare criticamente sul volume di Denzinger, insieme con altri documenti del cattolicesimo)? È possibile che lo Spirito Santo, che ci ha dato la Bibbia, abbia bisogno di esprimersi nei Concili del cattolicesimo? Forse i Concili si fanno per aumentare la confusione o per placarla? Perché a distanza di mezzo secolo il Papa invoca il ritorno ai documenti conciliari? Che cosa è successo nel frattempo? Perché invocare la disincrostazione dalle interpretazioni del Concilio Vaticano II? A ben guardare, la richiesta è alquanto sorprendente e bizzarra (è il bue che dice cornuto all’asino …), perché i Concili non sono altro che evidenti e pesanti incrostazioni storiche depositate sulla Bibbia.

La realtà è che ogni tempo (lo insegna la Bibbia, da cui tutto nasce, religiosamente parlando) è dimentico del Signore e sordo ai suoi richiami. L’unica bussola che porti orientamento e guida nella vita di chi crede in Dio tramite Cristo Gesù è la Bibbia, opera dello Spirito Santo. La Bibbia non ha bisogno di concili per essere interpretata.

I Concili cattolici (e compagnia bella nel protestantesimo) non portano da nessuna parte, specie alla salvezza eterna: essi sono solo il risultato dell’intromissione umana nelle cose di Dio.

La realtà è che il cattolicesimo, come si vedrà più sotto, è ancorato a tutto tranne che alla Parola di Dio, quella vera, eterna. Se la bussola sono i Concili, allora siamo messi male; se un perno fondamentale del cattolicesimo è Lourdes, allora siamo veramente disperati. Cristo è morto invano.

UN LIBRO SU LOURDES

La storia delle presunte apparizioni della Madonna al Lourdes è vecchia e risaputa. In proposito è uscito qualche giorno fa l’ennesimo libro a cura di Vittorio Messori, noto giornalista cattolico, autore di vari contributi d’indole religiosa spalmati nell’arco di alcune decadi e presenza costante nelle trasmissioni televisive dedicate ai temi del cattolicesimo. Il titolo è indicativo: Bernadette non ci ha ingannati. Un’indagine storica sulla verità di Lourdes, Mondadori, pp. 294, € 18,50.

Sarà sicuramente assai interessante, per farsi un’idea della questione, leggere il libro, che si annuncia corposo e ben documentato. Qui nulla si può dire finora (del resto, per giudicare un libro occorre dapprima leggerlo). Nell’attesa, sempre per rispondere al quesito su che cosa veramente conti nel cattolicesimo, è molto utile leggere le affermazioni di chi ha recensito il libro, perché sono eloquenti su come girino certe cose nel nostro Paese quando si parla di cattolicesimo. Il noto scrittore Armando Torno (Milano, 1953) ha dedicato all’opera di Messori sul Lourdes un articolo su “Il Corriere della Sera” del 8 ottobre 2012 (http://www2.italialaica.it/news/rassegnastampa/37920).

Chi ama il Signore e la Bibbia, la sua Parola, si prepari a rabbrividire, leggendo talune affermazioni sia di Torno sia di Messori. E si consoli pensando alla gloria di Dio in Cristo Gesù e alla grandezza della Bibbia, che è la Parola di Dio.

Torno dice: «Lourdes non ha bisogno di spiegazioni, perché da oltre un secolo e mezzo è al centro della fede cattolica».

Però! Che dire? Si rimane senza fiato dinanzi a siffatte asserzioni: in primo luogo, perché fenomeni del genere richiedono molte spiegazioni, eccome! dato ch’è in gioco la vita eterna, e, in secondo luogo, perché è preoccupante ritenere che Lourdes sia il centro della fede cattolica da un secolo e mezzo! Ma la fede del cattolico non dovrebbe essere incentrata su Gesù il Cristo? Allora: che cosa si sono persi i cattolici vissuti prima di Lourdes? Evidentemente poco o niente: avranno avuto qualche altra cosa simile (le solite nuove rivelazioni, i soliti miracoli ricorrenti nella tradizione cattolica).

D’autorità, Pio XI beatificò nel 1925 e canonizzò nel 1933 Bernadette Soubirous, la quattordicenne analfabeta che nella nicchia della roccia di Massabielle, dall’11 febbraio al 16 luglio del 1858, vide una figura di biancovestita, che le disse … Da allora, il mondo cattolico non è stato più lo stesso; fiumi d’inchiostro sono stati versati, milioni e milioni di credenti si sono recati in pellegrinaggio a Lourdes (e continuano a farlo, nella misura di cinque milioni ogni anno, più che a La Mecca).

Torno riporta una confidenza di Messori, e chiosa «Come Ratzinger sono nato il 16 aprile e questo giorno è quello della morte di Bernadette e quindi la data della sua festa liturgica. Ma a parte tale aspetto, la chiave del libro va cercata in una convinzione che è salda in me: non è semplicismo apologetico, ma mera logica, affermare: “Se Lourdes è vera, allora tutto è vero”. Un sillogismo speciale, perché se Lourdes è “vera”, il Credo della tradizione cattolica è “vero”: Dio esiste, Gesù è il Cristo, la Chiesa guidata dal Papa è custode e garante di tali verità».

Ancora una volta: che dire? Come si fanno a pensare e a scrivere cose del genere? Il cristiano ha tutt’altra convinzione, basata sulla testimonianza della Parola di Dio; e cioè che, indipendentemente da Lourdes, Dio esiste, che Gesù è il Cristo, che la Chiesa è guidata dall’unico Capo, il Cristo, e che essa è colonna e base della verità (1Timoteo 3:15). Lourdes non ha niente a che spartire con la fede. La fede dei cristiani non deriva da Lourdes, non è mai dipesa né da Lourdes né da altre cose simili. Come dice l’apostolo Paolo, «la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Cristo». (Romani 10:17). E l’apostolo Paolo è certamente assai più di Ratzinger, di Torno, di Messori, di Bernadette Soubirous … Se vogliamo giocare o scherzare, bene; altrimenti, siamo seri!

Torno continua: «Non c’è nulla di più cattolico di Lourdes e i pontefici hanno costantemente amato e privilegiato questo luogo». Amen! Grazie a Dio, Torno ha specificato che è roba cattolica, non dei cristiani.

Torno riporta che «Messori definisce Lourdes una “maniglia”, ovvero un appoggio a cui aggrapparsi quando la fede entra in crisi». Il cristiano, oramai allo stremo, rabbrividisce ancora dopo tale lettura. È possibile che, biblicamente parlando, si pensino queste cose (con tutto il rispetto per la libertà d’opinione)?

La fine della recensione è micidiale per il cristiano che segue la Bibbia: «Bernadette resta un paradosso vivente. Alta un metro e quaranta, soffre d’asma, ha un padre disoccupato, anzi fallito, incriminato e poi assolto per insufficienza di prove dall’accusa di aver rubato due sacchi di farina. Su di lei grava la burocrazia imperiale francese durante i giorni di Napoleone III. Ma nessuno, ribadisce Messori, riesce a soffocare la sua testimonianza. È il niente che alla fine vince il tutto; la sua grandezza va cercata nella piccolezza. Non aveva nulla. Tiene a bada il mondo». Grazie a Dio, Bernadette era alta solo un metro e quaranta! Che cosa sarebbe accaduto se fosse stata alta un metro e ottanta? Che cosa significa che Bernadette tiene a bada il mondo? Piacerebbe capirlo.

Leggendo questa recensione non si può che apprezzare vieppiù la Bibbia. Occorre ringraziare sempre lo Spirito Santo che l’ha data in dono a tutti gli esseri umani. Il resto è acqua che scorre sotto i ponti … anche se è acqua che scorre da migliaia di anni. Alla fine non scorrerà più, e solo la gloria di Dio permarrà.

(Arrigo Corazza, 12 ottobre 2012)

 

 

Il Vaticano

Molti fedeli cattolici non conoscono affatto la storia della propria chiesa e, di conseguenza, sono portati a pensare che essa sia la Chiesa stabilita da Cristo, e sia sempre stata come Cristo l’ha voluta. Essi potrebbero (o dovrebbero) rimanere profondamente sorpresi se sapessero che il cattolicesimo non esisteva al tempo degli Apostoli, o che esso, nella forma romana odierna, si è sviluppato lentamente, o che, per esempio, il papato non è sempre stato quell’istituzione che oggi si vuole far vedere, o che vi fu un periodo assai lungo in cui non esisteva il purgatorio o che nel passato non si parlava dei santi così come se ne parla oggi, o che il potere cattolico non è sempre stato quello che oggi conosciamo …

Occorre spiegare storicamente come questo potere sia venuto formandosi storicamente. Certo è che esiste un abisso tra la Chiesa di Cristo, voluta dal Signore, stabilita sul suo sangue, e la Chiesa Cattolica Romana, emersa nel tempo con caratteristiche specifiche quale risultato di direttive perseguite da una dirigenza molto astuta ed intelligente che ha saputo costruire un impero senza confini.

4 novembre 2013

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